ESPERIENZA LUTTO
Il distacco esperienza inevitabile della vita
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.:Il processo del lutto

Ci sono due termini usati per illustrare le reazioni che accompagnano l'esperienza di un distacco: cordoglio e lutto.
Cordoglio, dal latino cor-dolium - il cuore che duole - è il processo di reazioni o il travaglio interiore sperimentato da chi vive una perdita. Il cordoglio coinvolge la sfera emotiva, cognitiva e comportamentale della persona. Il tipo di perdita definisce l'entità e la durata del cordoglio; ad esempio le reazioni che accompagnano il fallimento di un matrimonio saranno, in genere, più forti di quelle sperimentate da chi deve lasciare la propria terra per compiere degli studi all'estero.
Il lutto, dal latino lugere - piangere - si riferisce più propriamente al tipo di perdita connesso alla morte e include, oltre al cordoglio interiore, un insieme di pratiche e riti esterni, di natura culturale, sociale e religiosa, che l'accompagnano.
In altri luoghi permane la tradizione di vestirsi di nero da parte delle vedove; in altri si tramandano pratiche religiose o culturali che contribuiscono a dire addio al defunto, anche attraverso il supporto della comunità.

Il processo del lutto.
Il lutto è un lavoro che richiede:
- tempi adeguati;
- rituali e manifestazioni esterne;
- processi psicologici.

Tempi adeguati
Il tempo, da solo, non guarisce il dolore. Una persona depressa, che si chiude nella propria casa nell'illusione che il tempo la curi, si accorgerà ben presto di sentirsi, con il passare dei giorni, sempre più depressa, sola e demotivata. Il fattore decisivo non è il tempo in sé, ma ciò che si fa con il tempo e se esso viene usato per attivare risposte costruttive dinanzi alla sofferenza o meno.
Come il processo dell'attaccamento richiede i suoi tempi, cosė quello del distacco; più forte è il legame, più sofferto sarà il przzo del distacco. Se sono necessari mediamente nove mesi per dare alla luce un bambino, occorrerà almeno altrettanto tempo per elaborare il cordoglio che accompagna la morte di un proprio caro.

Rituali e manifestazioni esterne
Le importanti esperienze di vita hanno bisogno di rituali per non rimanere incomplete e incompiute. I riti delle esequie, i necrologi, il vedere il cadavere, le veglie funebri, le messe di anniversario, le espressioni di condoglianze da parte di amici e conoscenti diventano forme rituali che aiutano nell'elaborazione del lutto. E' ovvio che, nei casi in cui manca la certezza della morte, o non si è potuto vedere il cadavere o non ci sono stati riti per suggellare il distacco, il processo di elaborazione del lutto si complica.

Processi psicologici
Il superamento di una perdita è legato a una serie di compiti da completare:
- l'accettazione della perdita;
- l'espressione dei sentimenti e il graduale superamento di reazioni che bloccano la crescita;
- l'adattamento a una vita cambiata;
- il coinvolgimento in nuove relazioni o in lavori e progetti che reimmergano nella vita.

La mancata elaborazione di una perdita significativa può provocare:
- malattie somatiche;
- problemi psicologici;
- talvolta, morti anticipate.

Tra i fattori rilevanti che incidono nell'elaborazione di una perdita, si segnalano i seguenti:
- Fattori circostanziali, quali il tipo di perdita, i ruoli interpretati dal defunto e le implicazioni pratiche per i superstiti;
- Fattori personali, quali il sesso e l'età dei superstiti, l'autoimmagine, gli atteggiamenti assunti dinanzi al distacco, le risorse cui attingere: materiali, psicologiche, spirituali ecc.
- Fattori socio-culturali che, da una parte, includono le forme di supporto esterno a disposizione dei superstiti (ad esempio, famiglia, amici, contesti di appartenenza sociale, ruoli professionali ecc.), dall'altra elementi culturali che possono aiutare e, talvolta, ostacolare l'elaborazione del lutto.

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